Mythos e la forza del sublime

Il Prof.Antonio Manzalini taglia il nastro della mostra Mythos della mecenate Chiara Immordino Doria

da admin

“Mythos – alla ricerca dell’essenza del mito” è stato un percorso espositivo unico, ospitato nella prestigiosa cornice del Museo di Palazzo Bellini a Firenze (dal 24 al 30 settembre 2025) e promosso dalla Mundilive Academy sotto la direzione della Dott.ssa Chiara Immordino Tedesco. L’evento ha esplorato la relazione profonda tra mito, arte e spiritualità, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva che va oltre la semplice fruizione artistica, trasformandosi in un viaggio verso la meraviglia.
Il mito, protagonista centrale dell’esposizione artistica, è stato presentato non solo come narrazione simbolica delle antiche civiltà, ma come linguaggio universale e archetipico, capace di attraversare culture e secoli. Dalla spiegazione dei fenomeni naturali alla costruzione di modelli morali, il mito emerge come un organismo vitale che trasforma il caos in ordine e guida l’uomo attraverso significati profondi.
Mythos, attraverso le opere degli artisti espositori, ha mostrato come, anche oggi, in un mondo dominato dalla scienza e dalla tecnologia, il bisogno di senso, spiritualità e meraviglia continui a riaffiorare, confermando l’attualità del mito come strumento di conoscenza e contemplazione.
Oggi il mito non si limita più a spiegare ciò che la scienza non può comprendere, ma si integra con essa, generando un nuovo linguaggio che intreccia fisica, psicologia, arte e spiritualità.
Nasce così una nuova forma di Arte Sincretica, in cui opere visive, installazioni e performance raccontano storie antiche e contemporanee, evocando archetipi universali e immagini simboliche capaci di parlare direttamente all’inconscio collettivo.

Firenze, con la sua storia di innovazione artistica e scientifica, è stata il palcoscenico ideale per questo evento, orientato a trasformare la percezione della realtà in un’esperienza di stupore, meraviglia e introspezione.
Mythos ha invitato il pubblico a confrontarsi con domande fondamentali sull’origine del mondo, la natura della materia e dell’energia, la relazione tra coscienza e spirito, e il senso della vita e della morte.
Attraverso questo intreccio Mythos ha proposto un portale contemporaneo verso la Coscienza Sublime, raggiunta la quale “tutto diventa possibile”, come affermava Gustavo Adolfo Rol. I visitatori sono stati accolti in uno spazio in cui il mito rinasce, spiritualmente trasfigurato, in dialogo con la modernità, offrendo nuove prospettive di comprensione e ispirazione.
L’essenza di Mythos si raccorda perfettamente con le mie ricerche sulla Fisica del Sublime. La mia visione di scienza moderna è sincretica e rivela un’estetica profonda, un’esperienza quasi artistica che ci connette con l’immensità dell’universo e con le profondità della nostra interiorità. La Fisica del Sublime, quindi, non è soltanto conoscenza, ma un’arte che attinge al retroterra archetipico della psiche, ridando ordine al caos apparente e trasformando la percezione del mondo in un’esperienza di bellezza e stupore.

Jung ci ha insegnato che i miti sono la voce dell’inconscio collettivo, popolati da archetipi universali, e che essi parlano una lingua che trascende il tempo e lo spazio. Allo stesso modo, le scoperte più radicali della scienza spesso emergono come immagini che sembrano appartenere a quella stessa profondità simbolica.
Non è un caso che Wolfgang Pauli, premio Nobel per la fisica, considerasse la psiche un interlocutore imprescindibile della ricerca scientifica. Anche la scienza, quindi, può dialogare con il mito, con la psiche e con lo spirito umano.
Il valore intrinseco dell’opera d’arte diventa allora quello di un prezioso portale verso la Coscienza Sublime, una finestra verso l’ordine implicito dell’universo di cui parlava il grande fisico David Bohm, al quale si ispira la mia Fisica del Sublime.
La metafora del mito della creazione assume quindi un profondo valore artistico. Prima della creazione, Dio è come un Artista assoluto, pura sostanza trascendente che dimora oltre lo spazio e il tempo, senza materia né energia. È la tela bianca infinita, la potenzialità pura in cui tutto esiste solo come possibilità non ancora dipinta. In termini fisici potremmo immaginarlo come uno stato di simmetria perfetta, senza distinzione, un silenzio totale che attende il primo gesto creativo.
La creazione avviene allora come il primo tratto: un atto spontaneo con cui il potenziale si manifesta. È una rottura di simmetria, in cui appaiono energia, materia, tempo e spazio, come colori che esplodono dal nulla e prendono forma sulla tela dell’universo. In termini spirituali, è il Verbo, il primo suono che rompe il silenzio, l’armonia che emerge dal vuoto, la melodia immanente del trascendente che vibra nello spazio-tempo. È l’opera animata dallo Spirito, che attraversa la materia come respiro vitale.

Dio, l’Artista, contempla allora la sua opera: un universo che diventa specchio della sua immagine. Non resta esterno, ma penetra la tela dall’interno, abitandone le leggi, la forma e i colori, rendendo possibile che ogni linea, ogni vibrazione della materia sia orientata verso il ritorno al trascendente.
La creazione non è dunque un gesto unico e concluso, ma un’opera in continuo divenire: una sinfonia che discende dal divino e ritorna al divino, un ciclo di uscita e ritorno. L’universo, nato da una frattura di simmetria, tende a ricomporsi nell’armonia originaria, come un dipinto che trova equilibrio nelle sue forme, come una musica che si ricongiunge alla sua tonalità fondamentale.

Così anche la vita diventa un movimento artistico: un’uscita da Dio e un ritorno a Dio, un viaggio che attraversa la materia e la trasfigura. La creazione, allora, non è un big bang isolato, ma un respiro cosmico: Dio che scende a dipingersi nella materia, e la materia che risale come colore e luce verso Dio.
Concludo esprimendo i miei sinceri complimenti e la mia profonda stima alla Dott.ssa Chiara Immordino Tedesco, cara amica, per l’ideazione di Mythos e per la sua meravigliosa promozione e presenza partecipativa. Mi piace pensare che il nostro primo incontro a Torino, grazie a Gustavo Adolfo Rol, possa essere un auspicato presagio di un futuro evento in questa città.

Antonio GR Manzalini vive a Torino. Si è laureato in Ingegneria Elettronica presso il Politecnico ed ha conseguito il Dottorato di Ricerca presso l’Università Sorbonne di Parigi. Da oltre venticinque anni conduce attività di ricerca e sperimentazione sulla fisica sub-quantistica applicata alla biologia ed alla comprensione della coscienza e dello spirito. Queste ricerche sono state presentate in convegni e conferenze nazionali ed internazionali. È autore del libro La Fisica del Sublime e di numerose pubblicazioni.

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