Prima di tutto desidero esprimere la mia più sincera gratitudine alla Dott.ssa Chiara Immordino Tedesco, Presidente della Mundilive Academy, per il gentile invito a partecipare a “Mythos – alla ricerca dell’essenza del mito”, uno straordinario percorso espositivo ospitato nella prestigiosa cornice del Museo di Palazzo Bellini a Firenze. È un onore avere questo privilegio, e ancora più grande è poter condividere il frutto del mio lavoro su quello che io chiamo la Fisica del Sublime. Il tema di questa mia ultima opera è, infatti, la connessione profonda tra mito, scienza, arte e spiritualità, un filo che ci conduce verso la meraviglia, verso una coscienza capace di elevarsi al sublime.
Il mito nasce come narrazione sacra e simbolica, un linguaggio antico che offre senso a ciò che altrimenti sarebbe incomprensibile: la nascita, la morte, le stagioni, le catastrofi. Ma il mito non è semplice racconto: è un processo vitale, capace di trasformare il caos in ordine, di guidare l’uomo con spiegazioni, avvertimenti e modelli morali. È un linguaggio universale, archetipico, che attraversa le culture e i secoli, parlando al cuore dell’esperienza umana in modo diretto e intuitivo.
Nelle prime civiltà, dove la scienza non giungeva, il mito colmava il vuoto: il tuono era la voce degli dèi, il sole un dio che moriva e rinasceva ogni giorno. Ma il mito non si è mai esaurito: è un organismo vivo, dinamico, capace di rinascere e reinventarsi con i tempi e con le culture. Oggi, nonostante il trionfo della tecnologia, riaffiora in noi un bisogno di spiritualità e di senso. Già venticinque anni fa, Z. Bauman ammoniva che la modernità liquida ci allontana dal sacro; eppure, oggi sentiamo più che mai l’urgenza di fermarci, di ritornare a quella sorgente di verità che può lenire la nostra inquietudine.
Se un tempo il mito spiegava ciò che la scienza non riusciva a comprendere, oggi può nascere un nuovo linguaggio, in cui fisica, psicologia e spiritualità si intrecciano armoniosamente, generando una nuova forma di meraviglia. Ed è proprio qui che prende forma la Fisica del Sublime. La scienza moderna, se vissuta con apertura interiore, non è solo teoria e sperimentazione: rivela un’estetica profonda, un’esperienza quasi artistica che ci connette con l’immensità dell’universo e con le profondità della nostra interiorità. La Fisica del Sublime, quindi, non è soltanto conoscenza, ma un’arte che attinge al retroterra archetipico della psiche, ridando ordine al caos apparente e trasformando la percezione del mondo in un’esperienza di bellezza e stupore.
Jung ci ha insegnato che i miti sono la voce dell’inconscio collettivo, popolati da archetipi universali, e che essi parlano una lingua che trascende il tempo e lo spazio. Allo stesso modo, le scoperte più radicali della scienza spesso emergono come immagini che sembrano appartenere a quella stessa profondità simbolica. Non è un caso che Wolfgang Pauli, premio Nobel per la fisica, considerasse la psiche un interlocutore imprescindibile della ricerca scientifica. Anche la scienza, quindi, può dialogare con il mito, con la psiche e con lo spirito umano.
Il mito non è mai tramontato: oggi rinasce sotto forme nuove, attraverso arte e scienza, diventando un linguaggio spirituale dell’invisibile e della meraviglia. Una via moderna verso la Coscienza Sublime, capace di trasformare la nostra esperienza della realtà. Il nuovo mito torna a essere, così, uno strumento antico pur trasfigurato, un mezzo per cercare risposte alle domande più profonde della vita: Come nasce il tutto? Esiste un Creatore o tutto è frutto di leggi fisiche? Cosa sono materia ed energia? Fisica, psicologia e spiritualità possono convergere verso una visione comune di coscienza e spirito? Perché siamo qui ed ora? Esiste la morte? Risorgeremo?
È proprio in questa ricerca che Mythos assume un ruolo fondamentale: come piattaforma di un’Arte Sincretica, capace di intrecciare le varie forme del linguaggio umano, dalla scienza alla poesia, dall’arte alla spiritualità. Firenze, città che ha unito arte e scienza come nessun’altra, è il luogo ideale per celebrare questo incontro. Pensiamo a Leonardo, a Brunelleschi: non erano soltanto artisti, ma anche scienziati e ingegneri. Le loro opere non si limitavano a esprimere bellezza: rivelavano le leggi della natura, creando un ponte tra il mondo materiale e quello delle idee.
Oggi, il connubio tra mito, arte, poesia, moda e scienza diventa una via per vestire l’umanità di bellezza ideale e sublime. Un linguaggio capace di attingere agli stati di coscienza liberati dai vincoli dello spazio-tempo, comunicando oltre i confini della nostra dimensione umana, nella dimensione dello Spirito.
E come disse Gustavo Adolfo Rol, grazie al quale Chiara ed io ci siamo incontrati la prima volta a Torino: “Quando lo Spirito e l’Amore si materializzano vicendevolmente, entrambi diventano immortali”. Così anche il mito, la scienza e l’arte, intrecciandosi nel cuore dell’uomo, possono elevare la coscienza, avvicinarci al sublime e trasformare la nostra esperienza della realtà in un atto di meraviglia, conoscenza e amore.
Antonio GR Manzalini vive a Torino. Si è laureato in Ingegneria Elettronica presso il Politecnico di Torino ed ha conseguito il Dottorato di Ricerca presso l’Università Sorbonne di Parigi. Da oltre venticinque anni conduce attività di ricerca e sperimentazione sulla fisica sub-quantistica applicata alla biologia ed alla comprensione della coscienza e dello spirito. È autore del libro La Fisica del Sublime.









