Alabastro di Spirito

Dalla trascendenza ai portali dell'infinito

da admin

A cura di Prof. Antonio Manzalini

Alla quiete, del Palazzo della Cancelleria di Roma, nella sala del Vasari, si apre un varco verso l’infinito dell’arte  contemporanea dal titolo: Trascendenze. Portali dell’infinito. A questo evento, insieme ad altri artisti di fama internazionale, parteciperà l’artista Alabastro di Spirito con le sue sculture evocative. Già presente a Palazzo Bellini a Firenze nel settembre scorso ad un evento dedicato al “Mito”; continuerà il suo percorso artistico, all’interno del progetto organizzato e curato dall’Associazione Mundi Live di cui fa capo la curatrice e presidente Dott.ssa Chiara Immordino Doria; che produrrà nell’ambito nazionale e internazionale una serie di eventi espositivi che verranno accolti in diverse gallerie italiane ed europee, tra cui Milano, Parigi, Roma, Cannes, ecc. La pratica scultorea di Alabastro di Spirito, artista contemporaneo attivo a Cesena, si manifesta come un atto di radicale preveggenza, posizionandosi ben oltre la mera rappresentazione estetica.

La sua opera artistica, incentrata sulla creazione di “Mutanti” attraverso l’assemblaggio di materiali di riuso, non è una riproduzione del reale, ma la sua rivelazione concettuale. Come l’artista stesso afferma, la sua arte è “un pensiero, un’idea… cercando di anticipare ciò che noi saremo o avremo”, comunicando una “visione in continua mutazione, non statica, ma vitale, libera.”
Questa profonda dichiarazione d’intenti trova una risonanza straordinaria e una legittimazione teorica nei principi del nascente Manifesto del Sublime, fungendo da perfetta sintesi materica tra la crisi della Società Liquida (Zygmunt Bauman) e la promessa della futura Società Sublime.
Zygmunt Bauman ha definito la nostra epoca come un tempo di fragilità, instabilità dei legami, identità mutevoli e relazioni consumabili. L’individualismo radicale dissolve la comunità, l’interiorità perde valore a favore dell’immagine, i legami affettivi diventano reversibili.
Nella Società Liquida si spezza il ponte tra visibile e invisibile, materia e spirito. L’essere umano si ritrova in una condizione sottile di smarrimento: tutto sembra possibile, ma nulla appare significativo.
Il superamento di questa condizione non consiste nel ritorno al passato, ma nel compimento di una nuova sintesi, una trasformazione alchemica ispirata e promossa dal Sublime.

Il Sublime come esperienza che scuote e trasfigura, che unisce l’umano all’oltre-umano, la coscienza del singolo alla profondità cosmica.
I. Il Rifiuto come Reliquia del Futuro
Il punto di partenza di Alabastro di Spirito è il recupero, un gesto che va oltre l’ecologismo per toccare l’ontologia. La Società Liquida descritta da Bauman si fonda sulla fragilità dei legami, sull’instabilità delle identità e, materialmente, sulla produzione incessante di scarto. L’oggetto scartato – il rifiuto – è il simbolo per eccellenza di questa liquidità: una merce che ha esaurito il suo valore e si è spezzata dal ponte tra visibile e invisibile.
Lo scultore, attraverso l’assemblaggio dei suoi Mutanti, opera una vera e propria trasformazione alchemica. Egli raccoglie i frammenti della società del consumo e li ricompone in organismi nuovi e vitali. L’oggetto banale e consumabile viene elevato a reliquia del futuro, un testimone della metamorfosi in atto.
Secondo il nascente Manifesto del Sublime, l’Arte non deve imitare, ma rivelare l’Invisibile, manifestando la fusione tra immanente e trascendente. Alabastro di Spirito realizza questa fusione: la materia di scarto (l’Immanente più grezzo) viene investita di un pensiero profetico (il Trascendente), restituendo all’oggetto la sua natura sacra e spirituale, in linea con la visione di Gustavo Adolfo Rol secondo cui ogni cosa possiede uno Spirito.
II. L’Estetica della Mutazione: Arte, Fisica e Relazione
La poetica di Alabastro di Spirito incarna il Sublime, attraverso il concetto di Mutazione.
Quando l’artista parla di una visione “in continua mutazione, non statica”, si allinea alla concezione di una realtà non fatta di oggetti fissi, ma di relazioni dinamiche. L’oggettività, in questo quadro, nasce quando molte relazioni concordano.
Le sculture di Alabastro di Spirito non sono monoliti. Sono sistemi in relazione, composti da frammenti che esistono solo in funzione del loro legame reciproco. L’atto creativo diventa un cambio di relazione tra sistemi – un concetto si accosta al collasso della funzione d’onda – che trasforma la liquidità in forma nuova.
I Mutanti, pur essendo statici, vibrano di una tensione non-locale e concettuale, anticipando i molteplici sé possibili che l’essere umano è destinato a diventare.
Arte Relazionale e Coscienza Sublime
La sua opera si inserisce pienamente nell’alveo dell’Arte Relazionale (come dimostrato dalla mostra Mutazioni e Liturgie).

L’arte che “non imita: rivela. Non intrattiene: illumina” è l’arte che funge da ponte, passaggio, soglia. I Mutanti di Alabastro di Spirito obbligano l’osservatore a confrontarsi con il residuo e con il futuro potenziale. L’opera non è una merce da consumare, ma un catalizzatore di pensiero, che spinge l’individuo a diventare “attore e testimone” della propria trasformazione, trascendendo l’individualismo della Società Liquida per approdare a una consapevolezza unitaria e contemplativa.
In conclusione, l’opera di Alabastro di Spirito è una sintesi vivente di tre vie:
1.⁠ ⁠Spiritualità: La redenzione della materia, l’infusione dello Spirito nel rifiuto.
2.⁠ ⁠Psicologia: L’arte come pensiero e idea, che esplora e anticipa il nostro subconscio collettivo verso la mutazione.
3.⁠ ⁠Scienza: La creazione di sistemi formali basati sulla dinamica delle relazioni, riflettendo le leggi fondamentali dell’energia e della materia.
L’Artista utilizza la materia povera per dare forma a un pensiero ricco e futuribile. I suoi Mutanti non sono semplicemente sculture post-industriali; sono i simboli tangibili della trasformazione alchemica necessaria per superare la crisi di valori e di legami della nostra epoca. La sua arte non è solo un atto creativo individuale, ma una guida collettiva verso quella coscienza sublime che è il fondamento etico per la pace e l’unità planetaria.

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