MundiLive Academy, con la sua Presidente Chiara Immordino Doria, presenta a Parigi, il 7 marzo 2026 presso il prestigioso Salone degli Specchi, un incontro internazionale tra arte e moda dedicato alla memoria della curatrice d’arte Koyo Kouoh, scomparsa prematuramente nel 2025.
Kouoh,curatrice svizzero-camerunese e unica donna straniera ad aver ricoperto l’incarico di Curatrice della Biennale d’Arte di Venezia 2026, è stata fondatrice della RAW Material Company di Dakar e direttrice esecutiva dello Zeitz MOCAA di Città del Capo. Il suo progetto per la Biennale, intitolato In Minor Keys, era incentrato sull’ampliamento degli orizzonti artistici e sulle narrazioni meno convenzionali,con particolare attenzione alle voci e alle identità spesso rimaste ai margini del discorso occidentale.Dopo la sua scomparsa, la Biennale di Venezia ha confermato che l’edizione 2026 seguiràla visione da lei tracciata, a testimonianza della potenza e dell’attualità del suo pensiero.
In questo spirito, l’evento parigino nasce come omaggio alla sua eredità culturale e umana, una celebrazione del pensiero di una donna che ha saputo rendere l’arte un linguaggio di libertà, inclusione e consapevolezza.
Parigi, culla dell’avanguardia e capitale di incontri tra culture, è da sempre uno dei luoghi dove l’arte africana ha trovato riconoscimento e dialogo. Dai primi contatti con le avanguardie storiche fino alle più recenti ricerche di musei e fondazioni, la Francia ha accolto e valorizzato la forza visionaria dell’arte africana,riconoscendone non solo la bellezza formale, ma anche la profondità spirituale e simbolica.In questo contesto,la MundiLive Academy porta il proprio contributo con un progetto che intreccia moda,scultura e memoria per rinnovare quel dialogo anticoe sempre attuale tra Europa e Africa.
A Parigi, il 7 marzo 2026, prenderà vita un incontro tra linguaggi: le opere di alcuni artisti si uniranno alla presenza di maschere africane di grande valore estetico e rituale,restituendo al pubblico l’emozione di una bellezza che nasce dall’incontro, non dalla separazione.
Tra gli artisti invitati figurano Ringo of Dakar, Gianni Savarese e Stefano Scalabrino (in arte Vene Grezze),protagonisti di un dialogo che intreccia spiritualità, identità e memoria.
Ringo of Dakar, tra le voci più significative dell’arte contemporanea senegalese, porta a Parigi una ricerca incentrata sull’energia vitale e sulla trasformazione della materia, in cui la scultura diventa strumento di connessione tra visibile e invisibile.
Gianni Savarese, artista di fama internazionale. Ha esposto a Venezia durante la Biennale, a Montecarlo, dove fu invitato alla loro Prima biennale d’Arte, all’Universirà di Pomona di Los Angeles in California, che unisce rigore formale e tensione simbolica in opere che riflettono sulla rinascita e sulla forza interiore dell’essere umano, regno dei contrasti più laceranti.
Vene Grezze, scultore e accademico dalla forte impronta materica, indaga invece la potenza primordiale della materia, restituendole la sua voce arcaica e sacra.
Le loro opere-in dialogo con le maschere africane presenti in mostra-compongono un racconto visivo che reinterpreta i mito e la memoria attraverso una sensibilità contemporanea. La sfilata-mostra diventa così una riflessione sull’identità, sull’eredità culturale e sulla trasmissione simbolica tra i popoli,in perfetta sintonia con la visione di Koyo Kouoh.
Nel progetto è previsto anche un evento collaterale a Venezia, concepito come prosecuzione ideale di questo tributo, con l’intento di rinnovare il dialogo tra Europa e Africa nel segno dell’eredità curatoriale della compianta curatrice.
Nel pensiero di Chiara Immordino Doria, questo omaggio è un ringraziamento a una donna che ha saputo trasformare l’arte in un linguaggio di libertà e consapevolezza. Il talento di Koyo Kouoh diventa fonte di forza e ispirazione per tutte le donne, artiste, curatrici e amanti del bello, che hanno imparato a combattere i propri demoni, non quelli delle maschere ancestrali, ma quelli reali, che a volte offuscano la luce e la visione.
La giornata parigina sarà dunque più di un evento: un atto di riconoscenza verso una figura che ha segnato il panorama curatoriale internazionale e che continua, attraverso l’arte, a generare incontri,contaminazioni e nuove possibilità di bellezza.
Dalle passerelle di Milano e Cannes, fino a Parigi e Venezia, prende forma una traiettoria coerente:un viaggio attraverso linguaggi e sensibilità, alla ricerca di un’estetica universale. Un’estetica che, nelle parole della sua Presidente, «non divide ma compone, non impone ma armonizza, non si ferma alla forma, ma cerca la verità della bellezza».
di Eva Tazzari














